Il possesso ingiustificato di una considerevole somma di denaro (€ 23.000,00) integra il reato di ricettazione?

Il caso scelto per la rubrica “Dialoghi Penale” affronta un tema scottante, in quanto sempre più spesso, a seguito di perquisizione, vengono trovate in luoghi privati considerevoli somme di denaro, non proporzionate rispetto al reddito dichiarato.

Un uomo veniva trovato, a seguito di perquisizione personale, in possesso di una somma considerevole di denaro (circa 22.940 euro), di cui non giustificava la provenienza.

Il pubblico ministero contestava il reato di ricettazione ex art. 648 c.p., facendo generico riferimento a denaro di sospetta provenienza illecita.

Veniva immediatamente disposto il sequestro preventivo delle somme da parte del GIP, confermato dal Tribunale del Riesame.

Contro la decisione, la difesa ha proposto ricorso per cassazione, lamentando la violazione dell’art. 648 c.p. e vizio di motivazione in relazione al fumus del reato.

La strategia difensiva…

La difesa ha evidenziato che la somma rinvenuta nella disponibilità dell’indagato benché sproporzionata rispetto al reddito dichiarato e, quindi, astrattamente non giustificabile non consente di presumere che la sua provenienza sia illecita, ben potendo discendere da illecito civile o reato contravvenzionale, che non rientra per limite di pena tra quelli previsti dall’art. 648, co. 2, o 648-bis, co. 2, cod. pen.). Inoltre, nel provvedimento impugnato non venivano indicati né il reato presupposto né, tantomeno, gli elementi che avrebbero potuto far presumere la provenienza delittuosa delle somme.

Le argomentazioni sollevate dalla difesa sono state accolte dalla Corte che, con la sentenza n. 21201 del 9 giugno 2026, ha annullato senza rinvio l’ordinanza del Tribunale del riesame e il decreto di sequestro preventivo del GIP, disponendo il dissequestro e la restituzione della somma all’avente diritto.

La Corte, in un passaggio significativo della decisione, ha affermato che l’indagine non ha dissolto il ragionevole dubbio circa la provenienza lecita delle somme rinvenuta nella disponibilità del ricorrente, valorizzando il brocardo in dubio pro reo.

Pubblicato da Fabio Torluccio

Mi chiamo Fabio Torluccio e sono un avvocato penalista Salerno. Iscritto all'albo degli avvocati dal 2014 e mi occupo di difesa penale e consulenza no profit.

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