Il reato di violenza sessuale aggravata può assorbire il reato di sequestro di persona

𝗜𝗹 𝗰𝗮𝘀𝗼: Il Tribunale di Nocera Inferiore ha emesso una pronuncia di condanna per i reati di violenza sessuale e sequestro di persona nei confronti di un uomo che, con il pretesto di voler accompagnare a casa una conoscente, dapprima, l’aveva condotta in auto in un luogo isolato e, poi, l’aveva violentata.

La vittima aveva cercato, più volte, di scendere dall’autovettura in movimento, ma ogni tentativo di fuga era stato neutralizzato dall’imputato.

La Corte di Appello di Salerno, in riforma della pronuncia di condanna, ha ritenuto assorbito il reato di sequestro di persona in quello di violenza sessuale aggravata.

𝗜𝗹 𝗣𝗿𝗼𝗰𝘂𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗚𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝗹𝗲:

Il PG presso la Corte d’Appello di Salerno ha proposto ricorso per Cassazione deducendo il vizio di violazione di legge in relazione all’art. 605 c.p. e all’operatività del principio dell’assorbimento in relazione all’articolo 609 bis c.p. e correlato vizio di motivazione.

Il PG ha evidenziato che la privazione della libertà di movimento patita dalla vittima non è stata contestuale alla commissione del reato di violenza sessuale, bensì antecedente e, inoltre, strumentale alla perpetrazione del secondo delitto.

𝗟𝗮 𝗱𝗲𝗰𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲: La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso rilevando che l’assorbimento del reato di sequestro in quello di violenza sessuale presuppone che la privazione della libertà personale della vittima si protragga per il tempo strettamente necessario a commettere l’abuso sessuale.

Nel caso in esame, invece, l’imputato ha impedito alla vittima di fuggire e di chiedere aiuto durante il tragitto verso il luogo in cui si è consumata la violenza, con conseguente integrazione degli elementi del reato ex art. 605 c.p. La violenza fisica esercitata nei confronti della p. o., risulta perpetrata in un momento successivo e non coevo e, pertanto, non può operare l’assorbimento, ricorrendo, invece, un’ipotesi di concorso di reati.